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Via di Fontana Candida n°15, Monte Porzio Catone, 00078 Roma

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L’oliveto ha una estensione di 15 ha con varietà tradizionali della zona come Carboncella, Leccino, Moraiolo, Frantoio, Rosciola a maturazione scalare e sesto d’impianto variabile ed ampio come si usava nei secoli passati e che conferiscono all’Olio Extravergine Casale Senni il caratteristico profumo fruttato che lo contraddistingue

 

Le olive, raccolte all’invaiatura, vengono portate entro 24 ore a molire,  accompagnate dalla responsabile, in frantoio a ciclo continuo e con procedimenti esclusivamente meccanici a temperatura controllata, e l’olio prodotto trasportato subito in azienda.

L'olio così ottenuto viene  conservato in un locale apposito chiamato "Oliara" ricavato dalle antiche cisterne romane a temperatura moderata d'inverno e fresca d'estate, e lì mentre un volta era versato negli orci, ora si utilizzano i serbatoi di acciaio inox per alimenti.

L'olio appena molito ha un odore e sapore erbaceo molto caratteristico ed una altrettanta caratteristica torbidità molto apprezzati che generano una vera e propria "caccia all'olio appena frantoiato"; L'erbaceo e la torbidità scemano con il passare dell’inverno lasciando posto ai più maturi profumi di fruttato, e ad un lento illimpidimento naturale. 

L’Olio Extravergine di Oliva Casale Senni ha una acidità molto bassa, un gusto avvolgente e pieno con profumo fruttato che ricorda il Sole estivo sotto cui maturano le olive.  L'olio extravergine di oliva è consigliato dai nutrizionisti non solo crudo, ma anche in cottura e soprattutto per i fritti perché regge meglio le alte temperature e rende le pietanze croccanti.

Oliveto e olio

CASALE SENNI

La tenuta, tra le più grandi della zona del Frascati , ha una estensione di 37 ettari ad indirizzo tradizionalmente viti-olivicolo. I 15 ettari di oliveto sono ricoperti da olivi secolari che assicurano una produzione di olio extravergine di oliva dall'intenso profumo che ricorda il sole ed i fiori estivi. 17 ettari sono a vigneto iscritto all'Albo del Frascati D.O.C., Frascati Superiore D.O.C.G. e Cannellino di Frascati D.O.C.G. e portano una produzione di grappoli adeguata ad assicurare una ottima qualità dell'uva.

Il terreno, situato ad una altitudine superiore ai 250 m slm, è di origine vulcanica ha una tessitura media, molto fertile e con scheletro, gode di una posizione soleggiata ma anche del “Ponentino” romano che smorza la calura estiva e permette di avere una ottimale escursione termica e un microclima ideale per le colture.

La particolare cura con cui sono stata seguite nei decenni le due colture ha reso possibile mantenere piante di olivi secolari e vigneti alcuni dei quali di oltre 50 anni piantati nel 1952, rispettando l'ambiente con concimazioni ben calcolate e trattamenti mirati, essenziali perché le piante possano dare ottime produzioni e conservare così un equilibrio nell'ecosistema preservando una flora ed una fauna estremamente varia e numerosa.

Annesso al casale vi è la cantina storica, operativa fino al 1977, che vinificava il Frascati con il passaggio in botti di legno, tuttora esistenti che rievoca lo splendore delle strutture tradizionali, ed un fienile testimonianza di quando le lavorazioni si eseguivano a trazione animale. Nel complesso, inoltre, vi è una grande terrazza che fa parte dell'edificio stesso; da questo grande prato verde si domina tutta l'azienda, che le si allarga intorno, e dove si gode una meravigliosa vista d'insieme della città di Roma.

L'azienda, sempre stata di proprietà della stessa famiglia, è gestita da una delle proprietarie, laureata in Scienze Agrarie e con un Master in Enologia, che la segue con costanza e dedizione applicando le più innovative teorie agronomiche congiuntamente alle tradizionali pratiche colturali.

 
 
 
 

L'azienda, storicamente e da sempre conosciuta come Fontana Candida, è situata su un altipiano che domina la zona a cui poi ha dato il nome e da dove si abbraccia in un sol colpo d’occhio buona parte dei Castelli Romani e l’intera città di Roma fino a vedere, nelle giornate particolarmente terse, il mare. E' in questa posizione privilegiata che il Console Romano Marco Porcio Catone detto "il Censore", grande estimatore della vita rurale e autore del trattato "De Agri cultura", designò la sua dimora che fu poi anche quella di suo nipote Catone "l'Uticense". Infatti il Casale sorge sulle cisterne della antica villa attribuita a Catone, alla quale molte condutture di piombo e terracotta portavano una considerevole quantità d'acqua che scorre tutt'ora nella tenuta e che venivano convogliate alle Terme della Villa di Catone situate in mezzo ai vigneti della proprietà. Ed è grazie a questa abbondanza d'acqua, alimento inesauribile dei varie fontane, fontanili e sorgenti presenti, che nel corso dei secoli è stato attribuito l'antico nome di Fontana Candida, poi esteso a tutta la zona . Il fabbricato, tra i più antichi casali dei Castelli Romani e strutturalmente molto complesso, non ha una datazione precisa giacché ha come base le cisterne romane sormontate da una struttura del Medioevo dove in epoche successive sono state aggiunte o modificate strutture servite a scopi agricoli più disparati nei secoli a venire, fino all’attuale fisionomia che si suppone risalga al XVII secolo. La prima menzione scritta della quale si ha notizia, risale ad un atto notarile del 1579, anche se negli estratti catastali di ogni epoca è stata sempre disegnata come punto di riferimento e menzionata come Villa Candida all'inizio o come in tempi successivi Casale di Fontana Candida. Nella seconda metà dell'800 arrivò a Roma la corrente pittorica del Realismo e la Campagna Romana da nord a sud, fu percorsa e ritratta dai pittori dell'epoca in ogni sua espressione. Non potè sfuggire evidentemente alla febbre dell'epoca il Casale perché un disegno di Goethe sembrerebbe proprio ritrarlo. Nei secoli è appartenuta a diverse famiglie aristocratiche di Roma come i Borghese che hanno lasciato i loro “ Draghi Alati” ad alimentare le fontane intorno al Casale, fino all'ottocento quando arrivò ai Conti Senni da cui l'odierno nome moderno di Casale Senni. Dai Senni,  famiglia di origine fiorentina diventati Conti Palatini per mano di Pio IX, dopo tre generazioni, tutte femminili, è arrivata alle attuali proprietarie.

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